progetto europeo ‘Solar District Heating: from Policy to Market – SDHp2m’

Piccole reti di teleriscaldamento (potenza tra 0,5 e 10 MWt, estensione tra 1 e 5 km) alimentati al 100% da fonti rinnovabili locali (dalla legna per esempio), possono risultare soluzioni impiantistiche particolarmente vantaggiose, sia dal punto di vista energetico che ambientale e socio-economico, per il soddisfacimento dei fabbisogni termici di piccole comunità o insediamenti.

ll progetto europeo ‘Solar District Heating: from Policy to Market – SDHp2m’ ( programma Horizon 2020 ) non vede la partecipazione diretta del Comune di Feltre, tuttavia per i temi trattati, di sicuro interesse per le nostre aree montane, è stata avviata una collaborazione con il progetto Feltre Rinnova che ha portato anche a dedicare al tema il 5° Forum di Feltre Rinnova il 22/06/2018, per informare tecnici e popolazione sulle opportunità derivanti da queste applicazioni e su di uno studio pilota, svolto da SDH, a Lamen di Feltre.

 

TELERISCALDAMENTO DA SOLARE TERMICO

Tra le piccole reti di teleriscaldamento, sono di particolare interesse quelle alimentate da solare termico e biomassa legnosa a filiera corta a servizio di piccoli insediamenti situati in aree rurali, montane o suburbane, dove risulti ancora rilevante l’utilizzo di combustibili fossili (in particolare prodotti petroliferi in aree non metanizzate) e/o di combustibili legnosi (legna e pellet) in impianti domestici in genere caratterizzati da una limitata efficienza sia dal punto di vista energetico che ambientale.
Le tecnologie disponibili, ormai mature e ben consolidate, sono infatti in grado di garantire numerosi benefici, quali:

  • elevati standard di efficienza di generazione e distribuzione con conseguente riduzione dei consumi di biomassa grazie anche al contributo estivo del solare termico;
  • riduzione delle concentrazioni di alcuni inquinanti, quali in particolare le polveri, che possono incidere anche in modo rilevante, sulla qualità dell’aria a livello locale;
  • disponibilità di incentivi tramite il Conto Termico 2.0;
  • semplificazione gestionale e conseguente riduzione dei costi economici di approvvigionamento, gestione e manutenzione impianti;
  • riduzione dei consumi di combustibili fossili e conseguente riduzione delle emissioni di CO2;
  • valorizzazione, conservazione e riqualificazione del patrimonio agro-forestale locale con conseguenti ricadute positive sull’adattamento al cambiamento climatico;
  • supporto all’economia locale attraverso il rafforzamento del comparto forestale.

Numerose esperienze di questo tipo sono già state sviluppate con successo in Austria, Germania e Francia ed hanno un elevato potenziale di replicabilità anche in Italia.

In questo contesto si inserisce il progetto europeo ‘Solar District Heating: from Policy to Market – SDHp2m’, finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020 nel quale decisori politici, amministratori locali, operatori energetici e tecnici hanno collaborato per sviluppare politiche, misure e strumenti innovativi in grado di promuovere e supportare concretamente la diffusione di sistemi di teleriscaldamento che fanno uso di impianti solari termici combinati con altre fonti energetiche rinnovabili, sia a integrazione di reti già esistenti sia per l’alimentazione di nuove.

Il progetto, che si chiuderà nel dicembre 2018, ha coinvolto 15 partner e si è sviluppato in 9 regioni obiettivo situate in 7 diversi paesi della Comunità Europea (Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Polonia e Svezia).
Per l’Italia partner coordinatore delle attività è Ambiente Italia srl e le regioni obiettivo Veneto e Valle d’Aosta

Per maggiori informazioni sul teleriscaldamento solare e sul progetto SDHp2m:

visita il sito web del progetto - www.solar-district-heating.eu/it/home/

Scrivi al referente italiano per il progetto: Riccardo Battisti - Ambiente Italia s.r.l - riccardo.battisti@ambienteitalia.it

scarica la brochure e il volantino