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Zone Umide

Torbiera Lipoi

TORBIERA DI LIPOI

La torbiera di Lipoi si trova a nord-est di Feltre, tra il bacino del torrente Sonna e Caorame; le sue acque alimentano il rio Uniera. (Coordinate GIS: Coordinate (tipologia Gauss Boaga) X: 1728756 Y: 5102498). Istituito come sito di importanza comunitaria (SIC) IT3230042 Torbiera di Lipoi nel 2003. Individuata come:

  • · Vincolo paesaggistico per la presenza del bosco, art. 142, lett. g), Decreto Legislativo 41/2004 e Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 277;
  • · Area di tutela paesaggistica a interesse regionale ma di competenza degli enti locali ai sensi dell’art. 34 delle NTA del PTRC;
  • · Zona umida e ambito naturalistico ai sensi dell’art. 21 delle NTA del PTRC;
  • · Area di tutela del Piano Territoriale Provinciale (biotopi e zone umide) adottato.

Ha una superficie di una cinquantina di ettari circa e si sviluppa ad un'altitudine m. 307s.l.m. Ci sono due possibili strade per giungere al sito.
Arrivando da Busche si segue la SS50, finché non si arriva in località Borgo Santo, una volta superato questa frazione e la successiva di Vellai risalendo si arriva all’antica torbiera di Lipoi. Se invece si giunge da Feltre bisogna proseguire in direzione Borgo Santo.

Dal punto di vista geologico, la torbiera si è sviluppata su depositi d'origine morenica, assai variabili per età e dimensioni, a loro volta ricoperti da materiali detritici ed organici d'origine più recente. Nel 1980 è stata fatta un'indagine palinologica che ha consentito una parziale ricostruzione delle vicende paleoclimatiche.
L’area è costituita principalmente da torbiere Alpine, che sono aree dove l’elevata presenza d’acqua, in cui si alternano prati e ristagni idrici, facilitano l’accumulo di sedimenti dovuto alla mancata decomposizione dei vegetali.

I resti delle piante, in quest’area si depositano, non subendo i normali processi di decomposizione, perché l’acqua crea ambienti poveri di ossigeno (anossici) che favoriscono l’accumulo di sostanza organica sotto forma di torba.

IL VINCHETO

La Riserva naturale biogenetica del Vincheto (92 ha circa) è zona umida di valore internazionale, riconosciuta ai sensi della 'Convenzione di Ramsar'. È ubicata nella frazione di Celarda, lungo la sponda destra del Piave, immediatamente a valle della confluenza del T. Caorame. Essa è gestita dal Corpo Forestale dello Stato.

E' costituita in riserva naturale per l'alto valore floristico, biologico e paesaggistico. E' anche zona di ripopolamento. All'interno della riserva sono presenti recinti faunistici dove si possono osservare ungulati in semi libertà, un interessante centro visitatori ed un maneggio. Sono presenti mufloni, daini, cervi, fagiani, donnole, capriolo e lepre comune. Esistono anche un apiario e un incubatoio ittico.
Fra le diverse specie di uccelli presenti si ricordano l'airone cenerino, il germano reale, la gallinella d'acqua, il martin pescatore.
Altri uccelli tipici della zona sono il nibbio bruno, la sterpazzola, l'usignolo. Anfibi e rettili sono quelli tipici dell'ambiente fluviale (rana verde, natrice tessellata, ecc.) e dell'ambiente agrario (ululone dal ventre giallo, saettone, biacco, ecc.).

L'area è caratterizzata dalla presenza di zone umide, con acqua stagnante e corrente, boschi ripario, prati, arbusteti. All'interno delle riserva sono presenti numerosi percorsi pianeggianti. La parte più interessante è quella rappresentata dalle sponde del Rio Celarda fino alla confluenza con il Piave, includendo non solo i siti propriamente umidi ma anche le alluvioni sabbioso-ghiaiose  che ospitano una tipica vegetazione xerofila di greto, con popolamenti a olivello spinoso, presenza di Myricaria germanica, di numerose specie montano-subalpine qui fluitate. Anche il bosco ripario, in passato soggetto a cure colturali non sempre idonee, è ora in promettente fase evolutiva con lembi misti di ontano bianco e nero.

A livello floristico, le curiosità più notevoli sono, invece, da riscontare all'esterno dell'area protetta, nella zona conosciuta come "Fontane".